Categoria: De Minimis

  • SIMEST Transizione Digitale o Ecologica: fino al 20% a fondo perduto e finanziamento agevolato allo 0,3%

    Il bando SIMEST Transizione Digitale o Ecologica è una misura che consente alle imprese italiane di finanziare nuovi investimenti in ambito digitale, energetico, produttivo o patrimoniale.

    Per le imprese che rispettano i requisiti, la misura può essere particolarmente interessante perché combina:

    • una quota di contributo a fondo perduto fino al 20%;
    • una quota di finanziamento agevolato per la parte restante, con tasso pari al 10% del tasso di riferimento. Indicativamente, nelle attuali condizioni, si parla di un tasso intorno allo 0,3%.

    In breve: il bando può combinare contributo a fondo perduto fino al 20% e finanziamento agevolato indicativamente intorno allo 0,3%, nei limiti del plafond de minimis disponibile.

    KPS Financial Lab supporta le aziende nella verifica di accesso al bando, nella costruzione del piano di investimento e nella gestione della domanda SIMEST.

    Per il dettaglio delle spese inseribili nel progetto, è disponibile anche l’approfondimento dedicato: SIMEST Transizione Digitale o Ecologica: quali spese si possono finanziare?

    I numeri chiave del bando

    Gli elementi principali da tenere a mente sono cinque: fondo perduto fino al 20%finanziamento agevolato indicativamente intorno allo 0,3%requisito exportpremialità energetiche e premialità USA.

    Questi elementi determinano la convenienza dell’operazione e aiutano a capire come impostare correttamente il piano di investimento.

    Numeri chiave del bando SIMEST Transizione Digitale o Ecologica: fondo perduto, tasso agevolato, export e premialità

    Come funziona l’agevolazione

    La struttura più interessante prevede una quota di contributo a fondo perduto fino al 20% e una quota di finanziamento agevolato per la parte restante.

    Ad esempio, su un intervento da 1.000.000 €, l’azienda potrebbe ottenere fino a 200.000 € a fondo perduto e 800.000 € come finanziamento agevolato.

    Il contributo a fondo perduto è riconosciuto nei limiti del plafond de minimis disponibile. Se il plafond non è sufficiente, la quota a fondo perduto può essere ridotta e sostituita da una quota maggiore di finanziamento agevolato.

    Perché si può arrivare al 20% a fondo perduto

    La quota più interessante del bando è il contributo a fondo perduto fino al 20% dell’importo richiesto, con un massimo di 200.000 euro.

    Questa possibilità riguarda in particolare:

    Anche un’impresa che non è presente nell’elenco delle energivore può quindi valutare l’accesso ai benefici più alti del bando predisponendo una diagnosi energetica.

    La diagnosi energetica deve essere predisposta secondo i requisiti previsti dalla normativa e deve essere coerente con quanto richiesto dalla procedura SIMEST.

    KPS Financial Lab può supportare l’impresa nella predisposizione della diagnosi energetica grazie a professionisti dedicati.

    Rientrare tra le imprese energivore o efficientate consente di accedere a condizioni più favorevoli: fondo perduto fino al 20%requisito export ridotto al 3%, possibile esenzione dalle garanzie e maggiore spazio per investimenti patrimoniali.

    Il ruolo del requisito export

    Il bando è collegato all’internazionalizzazione, ma non sempre è necessario esportare direttamente.

    L’accesso può essere valutato in tre casi principali:

    • export diretto almeno pari al 10%;
    • export ridotto al 3% per imprese energivore o efficientate;
    • fatturato rilevante verso clienti esportatori.

    In pratica: anche se l’azienda non vende direttamente all’estero, l’accesso al bando può comunque essere valutato se lavora in modo rilevante per clienti italiani che esportano.

    Esempio semplice: un’azienda non esporta direttamente, ma realizza più del 10% del proprio fatturato verso un cliente che esporta almeno il 3%. In questo caso, l’accesso al bando può essere comunque valutato.

    Spese ammissibili e costruzione del budget

    Il bando può finanziare investimenti digitali, ecologici, energetici, produttivi e patrimoniali.

    La costruzione del budget è un passaggio fondamentale, perché le spese devono essere inserite nelle categorie corrette e devono rispettare le percentuali previste dalla misura.

    Per le imprese energivore o efficientate è prevista una premialità importante: la quota destinabile al rafforzamento patrimoniale può arrivare fino al 90% dell’importo deliberato.

    Abbiamo approfondito nel dettaglio le voci di costo, gli esempi pratici e la costruzione del budget nell’articolo dedicato: [Bando SIMEST Transizione Digitale o Ecologica: quali spese si possono finanziare?]

    Premialità USA: durata più lunga e prima erogazione più alta

    Un’altra premialità interessante riguarda le imprese con interessi negli Stati Uniti.

    La durata ordinaria del finanziamento è di 6 anni, ma per le imprese con interessi negli Stati Uniti può essere estesa fino a 8 anni. Inoltre, la prima tranche può salire dal 25% fino al 50% dell’intervento agevolativo.

    La premialità può riguardare imprese che:

    • esportano o importano verso/da gli Stati Uniti;
    • hanno una sede, una controllata o una presenza stabile negli USA;
    • intendono realizzare investimenti negli Stati Uniti pari ad almeno il 30% dell’importo rendicontato.

    KPS Financial Lab può aiutare l’impresa a verificare se i rapporti commerciali con gli Stati Uniti sono sufficienti per accedere a questa premialità.

    Prossimi passaggi con KPS Financial Lab

    Una volta inquadrata la situazione dell’impresa, il passaggio successivo è costruire il piano di investimento e raccogliere la documentazione necessaria.

    KPS Financial Lab supporta l’impresa nella gestione della pratica SIMEST, nel controllo del plafond de minimis, nella predisposizione della diagnosi energetica ove necessaria e nella costruzione del budget di progetto.

    Per una valutazione preliminare è possibile partire da pochi elementi:

    • ultimi due bilanci;
    • ultime due dichiarazioni IVA;
    • plafond de minimis disponibile;
    • elenco degli investimenti previsti;
    • eventuale documentazione energetica già disponibile;
    • eventuali rapporti con clienti esportatori o con gli Stati Uniti.

    L’obiettivo è trasformare la valutazione preliminare in una domanda strutturata, con un piano di investimento coerente e documentazione pronta per la presentazione.

    Documenti utili per avviare la valutazione del bando SIMEST Transizione Digitale o Ecologica

    In sintesi

    Il bando SIMEST Transizione Digitale o Ecologica può rappresentare un’opportunità molto interessante per le imprese che hanno investimenti da realizzare e che rientrano nelle condizioni più favorevoli previste dalla misura.

    Gli elementi principali da valutare sono: fondo perduto fino al 20%tasso agevolato indicativamente intorno allo 0,3%requisito export diretto o indirettopremialità energetiche e premialità USA.

  • SIMEST Transizione Digitale o Ecologica: quali spese si possono finanziare?

    Dopo aver analizzato le condizioni generali del bando SIMEST Transizione Digitale o Ecologica, il passaggio successivo è capire quali spese possono essere inserite nel piano di investimento.

    Questo aspetto è fondamentale perché non basta avere accesso alla misura: per ottenere e mantenere l’agevolazione, il budget deve essere costruito correttamente e le spese devono essere coerenti con le regole SIMEST.

    In questo articolo vediamo in modo pratico quali sono le principali categorie di spesa ammissibili, come funziona la quota di rafforzamento patrimoniale e quali attenzioni servono in fase di rendicontazione.

    KPS Financial Lab supporta le imprese nella costruzione del budget, nell’inquadramento delle spese nelle corrette categorie e nella gestione della documentazione necessaria per la domanda e la successiva rendicontazione.

    In breve: il bando può finanziare investimenti digitali, ecologici e patrimoniali. La costruzione corretta del budget è uno degli elementi più importanti per presentare una domanda solida e rendicontabile.

    Le principali categorie di spesa ammissibili

    Il bando SIMEST Transizione Digitale o Ecologica finanzia principalmente tre grandi categorie di spesa:

    CategoriaCosa comprende
    Transizione digitaleMacchinari, impianti, hardware, software, consulenze digitali, cybersecurity, ERP e attrezzature tecnologiche.
    Transizione ecologicaImpianti fotovoltaici e interventi di efficientamento energetico.
    Rafforzamento patrimonialeRistrutturazioni, immobili e apporti di capitale alle controllate italiane o estere per investimenti produttivi.

    La distinzione tra queste categorie è importante perché il bando prevede percentuali e limiti diversi a seconda della tipologia di investimento. Per questo motivo, nella costruzione del progetto non basta indicare un importo complessivo: occorre capire dove collocare correttamente ogni spesa.

    Le tre categorie di spesa ammissibili nel bando SIMEST: transizione digitale, transizione ecologica e rafforzamento patrimoniale

    Spese per la transizione digitale

    Le spese per la transizione digitale riguardano gli investimenti finalizzati a migliorare i processi aziendali attraverso macchinari, impianti, tecnologie, software, attrezzature e strumenti digitali.

    Tra gli esempi di spese che possono rientrare in questa categoria troviamo:

    • macchinari e impianti tecnologici;
    • attrezzature tecnologiche;
    • software gestionali, ERP, MES, CRM e piattaforme digitali;
    • hardware, server, dispositivi e sistemi informatici;
    • sistemi per raccolta dati, controllo produzione e interconnessione;
    • cybersecurity, business continuity e disaster recovery;
    • cloud, big data, analisi dei dati e sistemi cyber-fisici;
    • robotica avanzata e collaborativa;
    • realtà aumentata, realtà virtuale, simulazione e manifattura additiva;
    • consulenze digitali collegate agli investimenti del progetto.

    In pratica, rientrano molte spese che un’impresa sostiene per digitalizzare i processi, migliorare la gestione dei dati, aumentare l’automazione, acquistare tecnologie produttive o rafforzare la sicurezza informatica.

    Spese per la transizione ecologica ed energetica

    Le spese per la transizione ecologica riguardano principalmente gli investimenti collegati alla produzione di energia da fonti rinnovabili e al miglioramento dell’efficienza energetica dell’impresa.

    Tra gli esempi di spese valutabili rientrano:

    • impianti fotovoltaici;
    • interventi di efficientamento energetico;
    • tecnologie per ridurre i consumi energetici;
    • interventi collegati al miglioramento delle prestazioni energetiche dell’azienda.

    Questa categoria è particolarmente rilevante per le imprese che vogliono accedere alle condizioni più favorevoli del bando. Come spiegato nell’articolo generale sul bando SIMEST, il percorso di efficientamento energetico può incidere anche sull’accesso al 20% a fondo perduto e sul requisito export ridotto.

    La diagnosi energetica, quando necessaria per accedere ai benefici più alti, deve essere predisposta correttamente e in coerenza con quanto richiesto dalla procedura SIMEST. KPS Financial Lab può supportare l’impresa anche in questa fase grazie a professionisti dedicati.

    Rafforzamento patrimoniale: la parte da costruire con attenzione

    Oltre agli investimenti digitali ed ecologici, il bando consente di inserire anche spese volte al rafforzamento patrimoniale dell’impresa, nei limiti e nelle percentuali previste dalla misura.

    La regola ordinaria prevede che almeno il 50% dell’importo deliberato sia destinato a investimenti digitali e/o ecologici. La parte restante, fino al 50%, può essere destinata a ulteriori investimenti di rafforzamento patrimoniale.

    Per le imprese energivore o efficientate è prevista una premialità importante: la quota destinabile al rafforzamento patrimoniale può arrivare fino al 90% dell’importo deliberato.

    CasisticaQuota potenziale per rafforzamento patrimoniale
    Regola ordinariaFino al 50% dell’importo deliberato
    Imprese energivore o efficientateFino al 90% dell’importo deliberato

    Questo aspetto può cambiare in modo significativo la costruzione del budget. Per un’impresa energivora o con percorso di efficientamento energetico, infatti, il progetto può lasciare molto più spazio a investimenti patrimoniali rispetto alla regola ordinaria.

    Tra gli investimenti patrimoniali possono rientrare, ad esempio, ristrutturazioni, immobili e apporti di capitale o finanziamenti soci verso controllate italiane o estere per investimenti produttivi, nei limiti previsti dalla circolare.

    Attenzione: la quota patrimoniale non va interpretata come una categoria libera in cui inserire qualsiasi spesa. Gli investimenti devono essere coerenti con il programma, correttamente documentati e classificati secondo le regole SIMEST.

    Esempi pratici di spese da inserire nel budget

    Per costruire il budget è utile partire dagli investimenti previsti e capire in quale categoria potrebbero rientrare.

    Spesa previstaCategoria indicativa
    Macchinari, impianti, attrezzature tecnologiche, hardware, software, ERP, cybersecurity, cloud o sistemi di raccolta datiTransizione digitale
    Impianti fotovoltaiciTransizione ecologica
    Interventi di efficientamento energeticoTransizione ecologica
    Ristrutturazioni, immobili o interventi su aree produttiveRafforzamento patrimoniale
    Apporti di capitale o finanziamenti soci verso controllate italiane o estere per investimenti produttiviRafforzamento patrimoniale, nei limiti previsti

    Questa classificazione è solo indicativa: la stessa voce di investimento può dover essere valutata in modo diverso a seconda della natura del progetto, della documentazione disponibile e delle regole previste dalla circolare.

    Spese consulenziali e costi di supporto

    Il bando prevede anche alcune spese consulenziali, ma solo se collegate al progetto e nei limiti previsti dalla circolare.

    Tra le spese valutabili rientrano, ad esempio, le consulenze digitali collegate al progetto, le consulenze professionali per verifiche di conformità ambientale e le consulenze finalizzate alla presentazione e gestione della richiesta di intervento agevolativo.

    Le spese di consulenza per la presentazione e gestione della domanda e per le asseverazioni possono essere riconosciute fino a un massimo del 5% dell’importo deliberato e comunque non oltre 100.000 euro, secondo le condizioni previste dalla circolare.

    È importante ricordare che le consulenze devono essere effettivamente collegate al progetto e non devono rappresentare costi ordinari, continuativi o periodici dell’impresa.

    Spese escluse o da valutare con attenzione

    Il bando non serve a coprire la gestione ordinaria dell’impresa. Deve finanziare un programma di investimento coerente, documentabile e collegato agli obiettivi della misura.

    Tra le spese escluse o da valutare con particolare attenzione rientrano:

    • spese correnti dell’impresa;
    • spese per personale ordinario o soggetti riferibili all’impresa;
    • consulenze continuative o periodiche;
    • consulenza fiscale, legale o pubblicità ordinaria;
    • spese direttamente connesse all’attività commerciale ordinaria, come assistenza post-vendita, trasporto o stoccaggio merci;
    • spese non pertinenti al programma;
    • spese oggetto di altra agevolazione pubblica non cumulabile.

    In pratica: una spesa può essere utile per l’azienda, ma non essere automaticamente ammissibile nel bando. Per questo è importante costruire il budget prima di procedere con la domanda.

    Rendicontazione: attenzione a CUP e conto corrente dedicato

    Un altro aspetto fondamentale riguarda la rendicontazione. Non basta che una spesa sia teoricamente ammissibile: deve anche essere sostenuta, pagata e documentata correttamente.

    In particolare, le spese devono essere:

    • effettuate nel periodo di realizzazione previsto;
    • pagate secondo le modalità ammesse dalla circolare;
    • documentate con fatture o documenti fiscalmente validi;
    • tracciate tramite conto corrente dedicato, salvo specifiche deroghe previste;
    • collegate al programma approvato;
    • rendicontate entro i termini previsti.

    Fatture e bonifici devono riportare il CUP assegnato. L’assenza del CUP sui documenti richiesti può comportare l’inammissibilità della singola spesa.

    Questo è uno dei motivi per cui la gestione operativa della pratica è importante quanto la presentazione della domanda: errori nella documentazione, nei pagamenti o nella rendicontazione possono compromettere il riconoscimento delle spese.

    Rendicontazione del bando SIMEST: CUP su fatture e bonifici, conto corrente dedicato, pagamenti tracciabili e documenti fiscalmente validi

    Come KPS Financial Lab supporta l’impresa

    KPS Financial Lab supporta l’impresa nella costruzione del budget, nell’inquadramento delle spese ammissibili e nella gestione della documentazione necessaria per la domanda e la rendicontazione.

    Il supporto è utile perché una spesa può essere interessante per l’azienda, ma non essere automaticamente ammissibile nel bando, oppure può diventare non riconoscibile se pagata o documentata in modo non corretto.

    Una buona impostazione iniziale riduce il rischio di errori e permette di arrivare alla rendicontazione con un progetto più solido e più facilmente documentabile.

    In sintesi

    Il bando SIMEST Transizione Digitale o Ecologica può finanziare diverse tipologie di investimento, ma la corretta costruzione del budget è fondamentale.

    Gli elementi principali da tenere presenti sono:

    • le spese devono essere coerenti con le categorie previste dal bando;
    • nella transizione digitale possono rientrare macchinari, impianti, hardware, software, ERP, cybersecurity e attrezzature tecnologiche;
    • nella transizione ecologica possono rientrare impianti fotovoltaici ed efficientamento energetico;
    • la quota patrimoniale può riguardare ristrutturazioni, immobili e apporti di capitale alle controllate, e può arrivare fino al 90% per imprese energivore o efficientate;
    • le spese devono essere documentate, pagate e rendicontate correttamente;
    • CUP, conto corrente dedicato e documentazione fiscale sono elementi fondamentali per evitare problemi in fase di rendicontazione.

    Per una panoramica generale su fondo perduto, requisito export e premialità, puoi leggere anche l’articolo dedicato: Bando SIMEST Transizione Digitale o Ecologica: fino al 20% a fondo perduto e finanziamento agevolato intorno allo 0,3%

  • Calcolo De Minimis 2026: Guida Completa, Regole Aggiornate e Strumenti Pratici

    Il regime “de minimis” dell’Unione Europea consente agli Stati membri di fornire aiuti di modesta entità alle imprese senza alterare la concorrenza nel mercato unico.
    Gli aiuti possono assumere la forma di sussidi direttiesenzioni o crediti d’impostaprestiti agevolatigaranzie pubbliche o altre agevolazioni economiche.

    Con il Regolamento (UE) 2023/2831 — in vigore dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2030 — il limite standard è stato portato a 300.000 euro per impresa unica in un periodo di tre anni calcolato su base mobile (rolling basis). Questo impianto resta valido anche nel 2026.


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    📅 Novità per il 2026: Aggiornamenti Normativi

    Nel 2026 non si registrano cambi sostanziali alle regole del regime de minimis, ma si consolida una novità operativa importante introdotta dal Regolamento (UE) 2023/2831.
    Per un riepilogo completo delle modifiche introdotte l’anno precedente, puoi consultare anche il nostro approfondimento dedicato al Calcolo De Minimis 2025.

    ✅ Limite Massimo Confermato

    La soglia di 300.000 euro per impresa nel triennio rimane in vigore anche nel 2026, come previsto dal Regolamento (UE) 2023/2831.
    Si conferma così un quadro stabile per le imprese europee, con una crescente attenzione alla trasparenza e al monitoraggio degli aiuti concessi.

    🌍 Registro Centrale degli Aiuti – piena operatività dal 1° gennaio 2026

    Dal 1° gennaio 2026, gli Stati membri dovranno registrare tutti gli aiuti concessi in regime de minimis  all’interno di un registro centrale, nazionale o dell’Unione, come previsto dal Regolamento (UE) 2023/2831. L’obiettivo è migliorare la trasparenza e garantire un monitoraggio uniforme degli aiuti di Stato in tutta l’Unione Europea.

    In Italia, le imprese continueranno a utilizzare il Registro Nazionale Aiuti di Stato (RNA), che resterà il principale punto di consultazione  per verificare gli aiuti de minimis ricevuti. Il registro sarà allineato ai nuovi requisiti europei, ma al momento non è previsto un portale UE unico di consultazione per i beneficiari.

    🏭 Settori con Regole Specifiche

    Restano confermati i limiti e le discipline particolari applicabili a specifici comparti, come agricolturapesca e acquacoltura e trasporto su strada. È sempre consigliabile verificare la base giuridica del bando prima di presentare domanda, per evitare incompatibilità con i massimali previsti.

    📊 “Contributi De Minimis” – come funziona nel 2026?

    Il sistema rolling basis è il metodo con cui si calcola il plafond massimo disponibile.
    Introdotto nel 2024, richiede un controllo costante degli aiuti ricevuti negli ultimi 36 mesi rispetto a una data di riferimento.
    Questo approccio permette alle imprese di sapere in tempo reale quanto plafond residuo è disponibile prima di accedere a nuove agevolazioni.

    📘 Esempio pratico di come si calcola il De Minimis

    Regola di base: considera i 36 mesi precedenti la data di calcolo. Gli aiuti più vecchi non si conteggiano.

     Esempio di calcolo del plafond De Minimis al 1° marzo 2026

    • Plafond massimo: 300.000 €
    • Aiuti ricevuti (solo quelli entro la finestra mobile):
      • 10 febbraio 2023: € 50.000  (fuori periodo – non considerato)
      • 12 ottobre 2024: € 120.000 ✔️
      • 20 gennaio 2026: € 90.000 ✔️
    • Totale al 1° marzo 2026: € 210.000 (70% del plafond)

    Con il metodo rolling basis, si considerano solo gli aiuti concessi tra il 1° marzo 2023 e il 1° marzo 2026.
    Gli aiuti precedenti (come quello del 10 febbraio 2023) non vengono conteggiati.
    📈 Plafond ancora disponibile: € 90.000.

    🧮 Calcolo del Plafond De Minimis nel 2026

    Per verificare gli aiuti ricevuti, è fondamentale accedere al Registro Nazionale Aiuti di Stato (RNA).
    Dal 2026, i dati risultano allineati anche con la nuova piattaforma UE.

    1. 🔗 Accedi al portale RNA
    2. 🧾 Inserisci il codice fiscale dell’azienda
    3. 📋 Visualizza l’elenco delle agevolazioni ricevute
    4. 💰 Filtra quelle in “de minimis” e somma gli importi degli ultimi 36 mesi

    Per il riferimento normativo ufficiale, consulta il testo del Regolamento (UE) 2023/2831 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale UE.


    ⚙️ Strumenti di Calcolo Automatizzato KPS Financial Lab

    Calcolare correttamente il plafond de minimis è essenziale per evitare di superare il limite dei 300.000 € e compromettere la partecipazione a bandi o agevolazioni.
    Per questo, KPS Financial Lab ha sviluppato uno strumento professionale di calcolo automatizzato che in pochi secondi elabora i dati ufficiali provenienti dal Registro Nazionale Aiuti di Stato (RNA)🧠

    Il Report De Minimis KPS è molto più di un semplice calcolo: è un documento ufficiale di verifica che mostra con chiarezza il totale degli aiuti ricevuti, il plafond residuo e la percentuale di utilizzo.
    📊 Uno strumento indispensabile per imprese, commercialisti e consulenti che vogliono operare con dati certi e aggiornati.

    💡 Come funziona il calcolo automatico KPS

    1. 🖱️ Accedi al Calcolatore De Minimis KPS
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    Ogni report viene generato a partire da dati ufficiali e aggiornati direttamente dal Registro Nazionale Aiuti, garantendo affidabilità e conformità normativa. In questo modo puoi sapere subito se la tua azienda ha ancora margine per accedere a nuovi contributi, evitando errori, ritardi o esclusioni dai bandi.

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    Uno strumento creato per chi vuole gestire il de minimis in modo intelligente, trasparente e professionale.


    “Aiuti De Minimis” quali sono nel 2026?

    Nel 2026, i principali contributi e agevolazioni che rientrano nel regime de minimis includono una vasta gamma di strumenti a supporto delle imprese.
    Di seguito un riepilogo delle categorie più rilevanti:

    Contributi Previdenziali e Sociali

    • Esonero totale per apprendisti (L. 183/2011)
    • Incentivi per assunzioni di giovani e donne (L. 214/2011)
    • Riduzioni contributive per over 50 disoccupati (L. 92/2012)

    Formazione Finanziata

    • Fondi interprofessionali per la formazione e l’aggiornamento del personale
    • Voucher formativi regionali e nazionali

    Incentivi Fiscali

    • Esenzioni o riduzioni IRAP per nuove imprese
    • Agevolazioni fiscali per investimenti produttivi, digitali e innovativi

    Programmi di Sviluppo

    • Contributi a fondo perduto per investimenti aziendali
    • Finanziamenti agevolati per innovazione, transizione digitale e green

    Garanzie e Finanza Agevolata

    • Fondo di Garanzia per le PMI (MCC)
    • Finanziamenti SIMEST per l’internazionalizzazione
    • Contributi Invitalia per startup e imprese innovative

    Agevolazioni Regionali e Nazionali

    • Bandi regionali cofinanziati da fondi europei
    • Bandi INAIL ISI 2026 per la sicurezza nei luoghi di lavoro
    • Programmi nazionali per efficienza energetica e digitalizzazione

    Tutte queste misure, se concesse in regime de minimis, concorrono al raggiungimento del tetto massimo di 300.000 € in un periodo mobile di 36 mesi.
    Verifica sempre nel bando o nell’atto di concessione se l’aiuto rientra in tale regime prima di presentare una nuova domanda.


    🌍 Operatività 2026: la Piattaforma Europea degli Aiuti

    Dal 1° gennaio 2026, con l’entrata in vigore del Regolamento (UE) 2023/2831, gli Stati membri dell’Unione Europea saranno tenuti a registrare tutti gli aiuti concessi in regime de minimis all’interno di un registro centrale, a livello nazionale o dell’Unione.
    L’obiettivo è garantire una gestione più trasparente, uniforme e tracciabile degli aiuti di Stato.

     Obiettivi e vantaggi

    Questa novità mira a semplificare i controllievitare duplicazioni di dati e assicurare un monitoraggio coerente tra tutti i Paesi membri. Si tratta di un passo importante verso una maggiore trasparenza nella concessione degli aiuti e una riduzione degli oneri amministrativi per gli enti concedenti.

     Come funziona per le imprese italiane

    In Italia, la gestione delle informazioni continuerà ad avvenire attraverso il Registro Nazionale Aiuti di Stato (RNA), che resterà il principale punto di riferimento per consultare e verificare gli aiuti de minimis ricevuti.
    Il registro sarà allineato ai nuovi requisiti europei e integrato nel sistema di monitoraggio comune dell’Unione, in modo da garantire la piena conformità con la normativa UE.

    Al momento, non è previsto un portale unico europeo di consultazione per le imprese, ma un’infrastruttura dati condivisa che consenta
    alle autorità di verificare in modo più efficace gli aiuti concessi e rispettare i massimali previsti dal regime de minimis.

    💡 Per garantire conformità normativa e avere un quadro aggiornato della propria posizione, è consigliabile utilizzare il
    Report De Minimis KPS, lo strumento ufficiale che fornisce una fotografia precisa e verificata del plafond disponibile.


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    In Conclusione

    Il 2026 conferma la solidità del regime de minimis e l’avvio di una gestione più trasparente grazie alla nuova Piattaforma Europea degli Aiuti.
    Le imprese possono contare su strumenti come il Report De Minimis KPS per monitorare il proprio plafond e pianificare con precisione l’accesso a incentivi e bandi.

    Investire nella digitalizzazione e nel controllo automatizzato degli aiuti non è solo una scelta di efficienza, ma un passo strategico per garantire la conformità normativa e cogliere tutte le opportunità disponibili.

    De minimis non curat praetor
    (il pretore non si occupa di cose di poca importanza o di poco conto)


    FAQ sul Calcolo De Minimis 2026

     Cos’è il plafond de minimis e come si calcola?
    Il plafond de minimis rappresenta il limite massimo di aiuti finanziari che un’impresa può ricevere in un periodo di 36 mesi, pari a 300.000 €.
    Il calcolo avviene con il metodo del rolling basis, che somma gli aiuti ricevuti negli ultimi tre anni rispetto alla data di verifica.

     Quali sono le principali novità per il 2026?
    Dal 1° gennaio 2026 entra in vigore la Piattaforma Europea degli Aiuti, una banca dati centralizzata a livello UE per registrare tutti gli aiuti concessi in regime de minimis.
    In Italia, continuerà a essere utilizzato il Registro Nazionale Aiuti di Stato (RNA), interconnesso con la piattaforma europea.

     Cosa si intende per “impresa unica” ai fini del de minimis?
    Ai fini del calcolo, per impresa unica si intendono tutte le società collegate o controllate da un medesimo soggetto economico (es. capogruppo e controllate).
    Gli aiuti ricevuti da tali soggetti si sommano tra loro, ai fini del rispetto del massimale di 300.000 €.

     Come posso verificare il plafond residuo disponibile?
    È possibile controllare la propria posizione accedendo al Registro Nazionale Aiuti di Stato (RNA) e filtrando la voce “de minimis”.
    In alternativa, si può utilizzare il Calcolatore KPS Financial Lab per ottenere un report automatico con il totale degli aiuti ricevuti e il plafond residuo.

     Cosa succede se si supera il limite dei 300.000 €?
    L’aiuto eccedente potrebbe essere considerato irregolare e soggetto a restituzione, salvo rientri in regimi differenti autorizzati dalla Commissione Europea.
    Monitorare costantemente gli aiuti ricevuti è essenziale per evitare sanzioni e garantire la piena conformità normativa.

     Quali strumenti offre KPS Financial Lab per il calcolo de minimis?
    KPS Financial Lab mette a disposizione il Report De Minimis KPS, un tool professionale automatizzato che elabora i dati ufficiali provenienti dal Registro Nazionale Aiuti di Stato.
    Basta inserire il codice fiscale dell’azienda per ricevere in pochi minuti via e-mail un report dettagliato e conforme alla normativa UE.

     Dove posso consultare la normativa ufficiale?
    Il riferimento normativo completo è disponibile su EUR-Lex, dove è pubblicato il Regolamento (UE) 2023/2831 relativo agli aiuti de minimis, in vigore fino al 2030.